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Approvato il piano paesaggistico del Piemonte

Un atlante complessivo che descrive il territorio piemontese, riconosce i principali valori che lo qualificano, i suoi caratteri identitari, le principali criticità e fornisce una visione unitaria della regione alla luce delle sue componenti costitutive, delle sue vocazioni principali e delle espressioni caratteristiche della sua storia. È il Piano paesaggistico regionale (Ppr), lo strumento di conoscenza, regolazione, pianificazione e programmazione finalizzato alla salvaguardia del territorio, alla riqualificazione delle parti compromesse, alla crescita di una coscienza collettiva votata al paesaggio, approvato oggi dal Consiglio regionale del Piemonte.
“Il Ppr – ha detto l’assessore all’Ambiente e alla Pianificazione territoriale e paesaggistica della Regione Piemonte, Alberto Valmaggia – è il frutto di un grande lavoro che ha visto l’impegno delle strutture regionali e ministeriali per oltre 10 anni. Un documento improntato ai principi di sviluppo sostenibile, uso consapevole del territorio, minor consumo del suolo agronaturale, salvaguardia delle caratteristiche paesaggistiche e di promozione dei valori del paesaggio coerentemente inseriti nei singoli contesti ambientali. Il Ppr definisce così modalità e regole volte a garantire che il paesaggio sia adeguatamente conosciuto, tutelato, e valorizzato e promuove la salvaguardia, la gestione e il recupero dei beni paesaggistici”.
L’assessore ha poi sottolineato come il Piano sia stato il frutto di un lungo percorso di condivisione “che ha attraversato più legislature trovando il costante sostegno delle diverse parti politiche, in quanto è condiviso il concetto che la valorizzazione del paesaggio, dell’ambiente e del patrimonio culturale rivesta un ruolo fondamentale nella costruzione dell’identità regionale”.
Il percorso di formazione del Piano ha avuto inizio nel 2005, quando la Regione ha avviato una nuova fase di pianificazione del territorio regionale che ha portato alla predisposizione del Ppr, previsto dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, unitamente, e in piena coerenza, con il nuovo Piano territoriale regionale, giunto ad approvazione nel 2011. Il Piano è stato quindi adottato una prima volta dalla Giunta regionale nell’agosto del 2009 per poi essere riadattato nel 2015, alla luce di procedure di valutazione ambientale, osservazioni pervenute e incontri informativi.
Il corpus del piano è enciclopedico: sono state catalogate oltre 2060 componenti fra cascate, ville, chiese, torri, fortificazioni, cascine, borgate e vestigia storiche del territorio, le Residenze sabaude, i Sacri monti, i palazzi e i castelli. E ancora 370 singoli beni paesaggistici e numerose aree tra cui 199 laghi, 1837 fiumi e corsi d’acqua, 109 aree protette, 94 zone di interesse archeologico, per una superficie tutelata pari al 61% del totale del territorio.
Il Ppr contiene al proprio interno linee strategiche volte alla tutela del paesaggio e al miglior utilizzo del territorio. Oltre a sostenere diverse azioni, in parte già attuate (progetti europei, progetti di valorizzazione, progetti di riqualificazione) nella sua parte strutturale contiene principi e assi tematici che, secondo quanto sostiene l’assessore Valmaggia “consentiranno nei prossimi anni di dare corso a politiche consapevoli di rigenerazione e valorizzazione del territorio, in una logica di sviluppo del Piemonte volta alla qualificazione e salvaguardia delle sue risorse, verso un’economia sostenibile e per il miglioramento della qualità di vita dei suoi abitanti”.

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