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Azzeramento da parte del nuovo Governo delle strutture #ITALIASICURA e #SCUOLA SICURA

Il gruppo Chiamparino per il Piemonte in Consiglio regionale, composto da Alberto Valmaggia e Mario Giaccone, ha presentato un ordine del giorno, sottoscritto da altri consiglieri del Partito Democratico, che verrà discusso in una delle prossime sedute di Palazzo Lascaris. Il tema è piuttosto scottante e parte dalla considerazione che il Governo nazionale in carica Lega-MoVimento 5 Stelle, non rinnovando i mandati, ha azzerato le strutture di missione #italiasicura e #scuolasicura, istituite presso la Presidenza del Consiglio nella scorsa legislatura e portate avanti dai precedenti esecutivi di centrosinistra. Decisione presa senza spiegarne le motivazioni. “La prima missione – dicono Valmaggia e Giaccone – si occupava dei lavori relativi al dissesto idrogeologico, la seconda di rendere le scuole sicure. Interventi preziosi, di prevenzione, soldi ben spesi per la vera e fondamentale grande opera di cui l’Italia ha bisogno: la sua messa in sicurezza sull’intero territorio. Le strutture erano state volute per superare la burocrazia, sbloccare risorse non spese, essere tecnici, agili e efficienti. Coinvolgevano cinque Ministeri, le Regioni, gli Enti di ricerca. Avevano ottenuto l’apprezzamento di Regioni e Comuni, in quanto erano i primi interlocutori dei percorsi di progettazione”. A sostenere le dichiarazioni di Valmaggia e Giaccone ci pensano i numeri. Per il dissesto idrogeologico sono stati aperti 1.334 cantieri, con l’impiego di 9 miliardi di euro. E altri 9,6 miliardi euro erano previsti fino al 2023. Per la sicurezza delle scuole si è avuto uno stanziamento di 10 miliardi di euro, dei quali 5 miliardi già spesi, con l’avvio di 12.000 cantieri, la costruzione di 300 nuovi edifici, il monitoraggio dell’esistente (2.100 ispezioni) in 15 Regioni. Inoltre, tra gli obiettivi centrati da quest’ultima missione anche il percorso #sbloccascuole, che ha permesso l’allentamento dei vincoli di bilancio per 1.196 milioni di euro, consentendo, in questo modo, il finanziamento di oltre mille lavori nel settore. “Il tutto – sottolineano Valmaggia e Giaccone – nella massima trasparenza e con la facile possibilità per Enti, famiglie e cittadini di consultare sui relativi siti l’andamento degli interventi e dei cantieri. Alle due strutture, insediate a Roma, arrivavano 200-300 telefonate al giorno. Adesso non risponde più nessuno”. Cosa è successo? “La struttura di #italiasicura, con il trasferimento delle competenze, ma non delle persone, è passata al Ministero dell’Ambiente. Rispetto a #scuolasicura, tanti Enti locali stanno esprimendo la loro preoccupazione su cosa ne sarà della missione, dei tanti progetti in corso e, soprattutto, degli interventi programmati e finanziati, ma anche di quelli da rendicontare. I due organismi di gestione dei percorsi progettuali, infatti, pur esercitando in modo corretto il loro compito di coordinamento, avevano valorizzato il ruolo delle Amministrazioni locali che, per carenza di personale o per mancanza di competenze, non erano in grado di accedere ai fondi stanziati. In particolare per #scuolasicura era stata creata la Web Gis: una piattaforma on line per l’individuazione di tutti i lavori realizzati. Di conseguenza, le due strutture di missione sono state apprezzate a prescindere dal colore politico delle Amministrazioni sul territorio”.

Valmaggia e Giaccone chiedono, perciò, al Consiglio regionale, attraverso l’approvazione dell’ordine del giorno, di impegnare il presidente della Regione, Sergio Chiamparino, a esprimere al Governo la preoccupazione per l’inspiegabile scelta, fatta senza consultare nessuno e che priva gli Enti locali di un punto di riferimento come supporto e guida nei settori strategici delle scuole e del dissesto idrogeologico.

Inoltre, il documento, se avrà l’ok di Palazzo Lascaris, sollecita sempre il presidente Chiamparino di portare il tema all’attenzione della Conferenza Stato Regioni. Con due obiettivi. Il primo: avere informazioni di come il nuovo esecutivo del premier Conte intenda proseguire nel far fronte all’emergenza del dissesto idrogeologico e dell’edilizia scolastica senza disperdere quanto è stato fatto fino a ora e per continuare a fornire il necessario supporto alle Amministrazioni locali. Il secondo: capire se questo disimpegno delle due strutture di missione significhi anche una riduzione delle risorse rese disponibili a finanziare i progetti nei due ambiti così importanti per tutelare la sicurezza degli studenti e dei cittadini.

 

 

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