L’Associazione Monviso in Movimento  nasce a Cuneo, nell’ottobre 2014, per proseguire l’esperienza politica, sociale e culturale maturata dalla lista  Chiamparino per il Piemonte  e non disperdere quel patrimonio di idee e di adesioni che ha portato, nel maggio dello stesso anno, all’elezione dell’ex sindaco di Torino, a presidente della Regione. 

Nei cinque anni successivi Monviso si è radicato ai vari livelli di governo locale. Alberto Valmaggia ha ricoperto il ruolo di Assessore regionale con deleghe all’Ambiente, ai Parchi, all’Urbanistica, allo Sviluppo montano, Protezione civile.  Milva Rinaudo nel ruolo di consigliera provinciale è risultata la più votata nella lista unitaria voluta dal Presidente Federico Borgna.  

In questi anni l’Associazione ha lavorato principalmente su due progetti interessanti.Il primo, denominato  Rete civica,ha messo in collegamento tanti Sindaci ed amministratori della Provincia di Cuneo cercando di valorizzare le buone pratiche.Il secondo,  Monviso giovani, punta sulla valorizzazione e formazione di ragazzi che si vogliono impegnare nella gestione della cosa pubblica. In questo ambito Monviso in movimento ha organizzato tre viaggi a Bruxelles e Strasburgo, caratterizzandosi in modo particolare per l’attenzione alle tematiche europee.   

Nelle elezioni regionali 2019 la Lista cuneese formata da  Alberto Valmaggia, Franco Demaria, Valeria Anfosso, Silvano Valsania e Enrico Tesio, pur raggiungendo un discreto risultato della Provincia di Cuneo con circa un 6% di voti pari ad oltre 15.000 votanti, non ha avuto la possibilità di far scattare il seggio utile per una rappresentanza politica.  

Il risultato ottenuto rappresenta in ogni caso il migliore delle otto province piemontesi. Un dato interessante da cui ripartire per ricostruire un centrosinistra radicato sui territori.  

DEMOCRAZIA

Monviso in Movimento, attraverso progetti, incontri, convegni, dibattiti, ricerche, formazione, corsi e iniziative di coinvolgimento attivo, vuole riavvicinare i cittadini alla vita politica, promuovendo la circolazione delle idee  e delle opinioni per stimolare le persone ad interessarsi della “cosa pubblica”. Solo attraverso un corretto e sereno dibattito politico-culturale e ad un confronto con tutte le componenti della società civile si possono concretizzare i valori di democrazia, partecipazione, trasparenza, solidarietà e aiuto alle fasce più deboli della popolazione. Perché l’uguaglianza tra i cittadini, la giustizia sociale, la collaborazione, la libertà religiosa, economica e imprenditoriale, il lavoro come mezzo di riscatto umano, sono principi contenuti nella nostra Carta Costituzionale: il faro che illumina, ogni giorno, la convivenza civile dell’Italia.

ETICA

Bisogna ridare forte centralità e dignità alle Istituzioni, che rappresentano il sale della democrazia e il presupposto affinché possano germogliare e radicarsi la giustizia e la pace sociale. Ma, per farlo, è necessario riaffermare il primato della politica, ripartendo dall’impegno e dal senso civico. In quale modo? Attraverso scelte capaci di privilegiare il bene comune, la solidarietà e la persona, coniugando la valorizzazione delle capacità individuali con l’incentivazione e le esigenze delle imprese. Ma non solo. Occorre abbattere, in tutti i contesti in cui fossero presenti, le forme e le situazioni di ignoranza, intolleranza, violenza, censura, ingiustizia, discriminazione, razzismo, emarginazione e solitudine forzata. Come tradurre in pratica le parole? Vigilando affinché le azioni dei nostri rappresentanti politici e di tutti i soci siano un esempio indiscutibile di moralità e onestà e diano la concreta testimonianza dei principi condivisi, applicandoli nella loro azione quotidiana.

TERRITORIO

Compatibilmente con le risorse pubbliche disponibili è indispensabile favorire lo sviluppo economico, sociale, culturale e turistico delle nostre comunità, promuovendo l’intero territorio e tutelando la difesa dell’ambiente: in particolare quello montano. Rispetto al passato, però, avendo la  consapevolezza che, sempre di più, si dovranno mettere insieme esperienze e competenze utilizzando sistemi organici e di rete e non più sviluppare progetti singoli e dare spazio a circostanze episodiche. Inoltre, occorre essere un punto di riferimento per le proposte e le iniziative delle associazioni di categoria, della piccola e media impresa, del mondo cooperativo, di quello agricolo e artigiano, dei commercianti, delle professioni intellettuali, dei gruppi e movimenti organizzati e dei singoli cittadini.