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Cinque milioni di euro per investimenti sulle risorse forestali

Alberto Valmaggia

Sul territorio piemontese sono state finanziante trentasette domande di aziende private, in provincia di Cuneo otto per un importo di 1.379.448 euro 

Il Settore Foreste della Regione, recependo gli indirizzi della delibera approvata dalla Giunta Chiamparino, su proposta dell’assessore Alberto Valmaggia, ha definito la graduatoria del bando riguardante l’operazione 8.6.1 del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020. Obiettivo? Sostenere gli investimenti mirati a incrementare il potenziale economico delle foreste, aumentare il valore aggiunto dei prodotti del settore e migliorare l’efficienza delle imprese attive nell’utilizzare, trasformare, mobilitare e commercializzare le stesse eccellenze boschive. Potevano partecipare alla gara le micro, piccole e medie imprese private, singole o associate, che operano in campo selvicolturale, ma con un volume di legname tondo lavorato non superiore a 10mila metri cubi all’anno. Sul territorio regionale sono state finanziate 37 domande con l’importo reso disponibile di 5.000.000 di euro che serviva a coprire, come previsto dal bando, il 40% della spesa ammissibile (12.500.000 euro). Hanno ottenuto il contributo diciannove richieste di aziende presenti in provincia di Torino (spesa di 5.829.108,05 euro-contributo di 2.331.643,22 euro); quattro nella provincia di Alessandria (1.140.741,76 euro-456.296,7 euro); tre in provincia di Vercelli (1.241.259,5 euro-496.503,8 euro); due in provincia di Biella (483.537 euro-193.414,8 euro) e una nel Verbano-Cusio-Ossola (356.732,55 euro-142.693,02 euro).

In provincia di Cuneo sono state finanziate le istanze di otto imprese che avevano presentato interventi per un importo totale di 3.448.621,15 euro e alle quali è stato concesso un contributo di 1.379.448,46 euro. Questo l’elenco delle ditte interessate in ordine di graduatoria: Grosso Legnami Srl-Comune: Moiola-Spesa del progetto: 781.356,58 euro-Contributo-312.542,63 euro; Giuseppe Dho-Montaldo di Mondovì-391.813,29 euro-156.725,32; Sergio Bogetti e C. Snc-Cherasco-373.231,03 euro-149.292,41 euro; Mpg Srl-Garessio-387.237,27 euro-154.894,91 euro; Cappa F.lli di Luca Cappa e C. Snc-Somano-326.379,1 euro-130.551,64 euro; Azienda Naturale Gestalp Valle Varaita/Società Cooperativa Agricola Arl-Sampeyre-146.499,1 euro-58.599,64 euro; Antonio Gerbotto e C. Snc-Chiusa Pesio-257.311,21 euro-102.924,48 euro; Agricola Castiglionese/Società Cooperativa Agricola-Narzole-784.793,57 euro-313.917,43 euro.     

“Attraverso l’operazione– sottolinea Valmaggia – abbiamo iniziato a sostenere le capacità organizzative dell’intero sistema: dalla gestione forestale associata ai contratti di gestione del bosco; dai contratti di approvvigionamento degli impianti per la produzione di energia con biomasse alle forme di cooperazione di filiera con lo scopo di sviluppare i mercati locali e tracciare la provenienza della materia prima legno”. 

Come si può incentivare la filiera?“Finalizzando l’utilizzo del legno come materiale da costruzione edile e per l’arredamento e, quello meno pregiato, come  fonte energetica rinnovabile. Solo il 25% della quantità che può essere asportata nel rispetto dell’ambiente viene realmente tagliata. Ci sono, quindi, delle rilevanti opportunità da sfruttare e delle occasioni di crescita anche dal punto di vista dell’occupazione”.

IL PIANO FORESTALE 2017-2027

Nel 2017la Giunta regionale, con atto deliberativo, aveva dato l’ok al nuovo Piano Forestale 2017-2027. Gli obiettivi? In coerenza con il Piano Paesaggistico, tutelare le risorse dei boschi piemontesi attraverso un sistema di gestione attiva e sostenibile, coniugando lo sviluppo economico insieme alla conservazione della biodiversità e alla salvaguardia dell’identità dei territori. 

Per gli interventi e i finanziamenti, il Piano aveva individuato quattro ambiti operativi: produzione-economia-mercato; ambiente e funzioni pubbliche; aspetti sociali e governo del settore.  Azioni per le quali sono stati previsti, nell’arco dei dieci anni di durata delle norme, oltre 200 milioni di euro, riconducibili, in particolare, ai fondi strutturali europei. “In sostanza– spiega Valmaggia – è lo strumento che guiderà le politiche regionali sui nostri boschi e sulle nostre foreste. Il Piano costruisce una cornice generale per la valorizzazione, la gestione e anche la tutela idrogeologica dei nostri territori più fragili che viene declinata localmente  attraverso i Piani forestali aziendali”.

IL PATRIMONIO BOSCHIVO DEL PIEMONTE E DELLA PROVINCIA DI CUNEO

Il Piemonte, dopo la Sardegna e la Toscana, è la regione dell’Italia con la maggior estensione forestale. Su una superficie di 2.538.297 ettari, i boschi ne occupano 874.660 (34%) e la coltivazione di legname di pregio 48.206 (2%). Del totale dei due numeri precedenti di 922.866 ettari (il 36% di quelli regionali), la superficie boscata pubblica è di 262.398 ettari (30%) e quella privata di 612.262 (70%). Rispetto agli 874.660 ettari di foresta, ben il 60% è costituito da quattro sole categorie di piante tra le 21 individuate: castagneti (23%); faggete (16%); robinieti (12%) e larici-cembrete (9%). La massima diffusione dei boschi è in montagna (627.259 ettari-72% del totale), seguono la collina (157.025-18%) e la pianura (90.376-10%). A partire dagli Anni Ottanta del 1900, la superficie forestale è aumentata del 25%. Due i fattori della trasformazione: l’occupazione spontanea del terreno da parte degli alberi e, in misura minore, il rimboschimento artificiale, soprattutto nelle aree collinari e montane, delle zone agricole-pastorali marginali che sono state progressivamente abbandonate.

La provincia di Cuneo ha una superficie complessiva di 689.090 ettari. I boschi si estendono su 242.286 ettari (il 35% di quelli totali).

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