Elezioni provinciali 2018: Dolcetto o scherzetto?

Nelle ultime settimane si è aperta una discussione tra gli amministratori sulle prossime Elezioni provinciali che un decreto legge, passato al Senato, ma non ancora convertito alla Camera, ha calendarizzato al momento al 31 ottobre.

Non sappiamo se per il governo del cambiamento sia “dolcetto o scherzetto”, cadendo il giorno di Halloween, ma non crediamo che tale data, giorno feriale, sia l’ideale per una partecipazione dei 2800 amministratori dei 250 comuni della Provincia di Cuneo.

Questa Elezione cade anche a 7 mesi dalle prossime Elezioni amministrative del maggio 2019 che rinnoveranno 180 Comuni sui 250 del cuneese. La norma prevede che se un amministratore eletto in Provincia  non viene confermato nel Comune, decade dal proprio ruolo. Rischiamo di avere un Consiglio eletto ad ottobre 2018 che potrebbe perdere dei Consiglieri se  non rieletti a maggio 2019.

A questo punto, sentiti in queste settimane molti amministratori, mi parrebbe sensata la proposta di prorogare all’autunno 2019 gli attuali componenti dei Consigli provinciali. Un rinvio sarebbe utile per avere, a quella data,  una classe dirigente rinnovata e motivata perché di fronte ad un mandato amministrativo pieno.

Se poi il “Governo del cambiamento” desse seguito al Disegno di Legge della Lega Nord che ha proposto il ritorno all’Elezione diretta ci sarebbe anche il tempo per le modifiche normative necessarie.

Nel caso questa nostra speranza venisse disattesa, allora sosteniamo con forza la proposta del Sindaco di Busca, Marco Gallo, di una Lista Unitaria espressione dei territori come quella che ha governato, tra mille difficoltà, ma con coraggio e determinazione in questi anni. Solo in questo caso sono possibili le espressioni dei Comuni minori perché, se scendesse in campo una seconda lista, con il meccanismo del voto ponderato in vigore,   verrebbero matematicamente favoriti i Comuni più grandi.

E’ utile ricordare, con i numeri, che degli attuali 11 consiglieri provinciali in carica ben 7 appartengono a Comuni con meno di 5000 abitanti, due a Comuni con meno di 10.000 abitanti e  solo  due alle città con più di 30.000 abitanti.

Credo infine che il Presidente Federico Borgna abbia fatto, con le limitate risorse a disposizione, un buon lavoro di squadra, che adesso sarebbe un peccato disperdere.

 

Alberto Valmaggia

 

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