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Il Gal “Tradizione delle Terre Occitane” presenta due anni di buon lavoro

L'assessore regionale Alberto Valmaggia e il presidente del Gal Aurelio Blesio

Dal 2016 attivati tre bandi di sviluppo locale con l’assegnazione di 2 milioni e 900 mila euro a oltre 120 imprenditori locali

Lunedì 25 febbraio, alle 18.30, al Filatoio Rosso di Caraglio è in programma la conferenza stampa-presentazione “Piano di Sviluppo Locale del Gal “Tradizione delle Terre Occitane”: dalla strategia comune ai risultati di metà programmazione”.  A illustrare i traguardi raggiunti saranno il presidente del Gruppo di Azione Locale, Aurelio Blesio, e l’assessore regionale allo Sviluppo della Montagna, Alberto Valmaggia. I Gal sono società consortili del territorio a partecipazione pubblico-privata a cui la Regione ha demandato il compito del rilancio economico, in modo partecipativo e condiviso, delle zone più fragili, frammentate e marginali del territorio (Comuni di montagna e collinari). Il “Tradizione delle Terre Occitane” è uno dei 14 del Piemonte e dei 4 in provincia di Cuneo. Ne fanno parte 26 soci pubblici e privati rappresentativi delle Valli Stura, Grana, Maira, Varaita, Po-Bronda-Infernotto, sul cui territorio hanno sede 64 Comuni e vivono 107.000 persone. Nel 2016 la Regione, all’interno della programmazione dei fondi europei 2014-2020 della misura “Leader”, aveva approvato i bandi, le graduatorie e l’assegnazione dei contributi per i Piani di Sviluppo Locale presentati dai Gal. Agli stessi, poi, spettava il compito di pubblicare i bandi per la crescita del loro territorio. 

I TRE BANDI PUBBLICATI

Il  “Tradizioni delle Terre Occitane” in due anni ne ha pubblicati tre: due rivolti agli imprenditori agricoli, del turismo e dell’artigianato già in attività e un terzo a favore della creazione di nuove imprese in montagna. I risultati ottenuti sono stati importanti. Infatti, grazie alla progettazione dal basso e a una concreta promozione delle attività sul territorio, attuate in collaborazione con le Unioni Montane coinvolte, gli interventi presentati hanno raggiunto numeri decisamente maggiori del previsto. Ad aprile 2018, il “Tradizione delle Terre Occitane” ha approvato la graduatoria del bando “Filiere produttive”, finanziando immediatamente, con un contributo massimo del 50% del progetto, 52 delle 67 imprese proponenti. Le filiere interessate sono 11, che fanno riferimento ai prodotti biologici della Valle Grana, alle carni bovine di razza Piemontese, all’ortofrutta della Valle Bronda e alla lavorazione del legno. 

A settembre 2018 è stata completata la graduatoria del Bando “Reti per il Turismo sostenibile”, con 8 proposte selezionate che hanno subito premiato le richieste di 33 beneficiari sui 53 candidati

Gli interventi hanno l’obiettivo di migliorare l’accoglienza nelle strutture ricettive e negli agriturismi, garantire il servizio di supporto per le attività outdoor e commercializzare nei circuiti turistici i prodotti agroalimentari tipici. 

A fine novembre il “Tradizione delle Terre Occitane” ha approvato la graduatoria del terzo bando “Mettersi in proprio” per l’attivazione di nuove imprese in montagna, con l’assegnazione del contributo a 6 dei 9 progetti ritenuti ammissibili. 

I nuovi imprenditori, per la maggior parte giovani, hanno sottoscritto l’impegno a garantire per tutto l’anno, insieme alle loro attività turistiche o artigianali, servizi a favore delle comunità locali: dalla didattica al trasporto a richiesta, alla consegna a domicilio dei medicinali o dei prodotti alimentari. 

COME SONO STATE OTTENUTE LE RISORSE MANCANTI?

La straordinaria partecipazione ai bandi non ha permesso, in una prima fase, di soddisfare tutte le richieste di contributo perché alla dotazione finanziaria del Piano di Sviluppo Locale mancavano 950.000 euro. Cosa è stato fatto per ottenere quelle risorse necessarie a finanziare i proponenti dei bandi esclusi in prima battuta?  

Il “Tradizione delle Terre Occitane” si è attivato con gli altri Gal aderenti all’Associazione Asso Piemonte Leader per sollecitare la Regione ad attribuire, in modo proporzionale a tutti i Gruppi di Azione Locale, la quota residua di oltre un milione di euro ancora fruibile di fondi europei. Trovando l’immediata disponibilità dell’assessore allo Sviluppo della Montagna, Alberto Valmaggia. Il Gal ha così potuto ottenere altri 204.000 euro. Una decisione che ha innescato un processo virtuoso negli Enti pubblici soci (Unioni Montane e Comuni)  i quali hanno trasferito altri 500.000 euro di risorse destinate a loro per coprire il fabbisogno dei bandi. In questo modo, tenendo conto di alcune rinunce pervenute, sono state pressoché soddisfatte tutte e tre le graduatorie. E per i pochi beneficiari ancora in attesa ci sono ragionevoli speranze di poterli finanziare con le economie che verranno rimesse in circolo. 

A metà della programmazione 2014-2020, concretamente avviata però solo a fine 2016, il Gal ha assegnato per i tre bandi oltre 2.900.000 euro, corrispondenti, con la compartecipazione dei privati, a un investimento totale di 6.200.000 euro. 

LA SODDISFAZIONE DI BLESIO E VALMAGGIA

“Le proposte candidate dalle aziende del Gal “Terre Occitane” – dice il presidente Blesio – frutto della condivisione di progetti comuni finalizzati allo sviluppo sostenibile, sono un segnale della volontà di rinnovamento e di intraprendenza degli imprenditori dei diversi settori economici interessati. Molto importante è stato poter rispondere, in modo efficace e tempestivo, alle esigenze della quasi totalità degli oltre 120 beneficiari privati. Determinante, poi, è stata la risposta dell’assessorato regionale alla richiesta di Asso Piemonte Leader per una rapida destinazione delle quote residue”.

Soddisfatto l’assessore allo Sviluppo della Montagna, Alberto Valmaggia: “I Galafferma – come dimostra il “Tradizioni delle Terre Occitane”, stanno lavorando bene.I progetti coinvolgono ampie aree: quindi non sono interventi a spot, ma proposte strategiche e sinergiche in grado di promuovere il rilancio complessivo del territorio considerato. In sostanza, si sta attuando il concetto di fare sistema e fare rete, nel modo più concreto possibile, tra gli Enti pubblici e tra gli stessi Enti e le realtà private. Con una forte presenza delle Unioni Montane. In modo da essere competitivi. Tutto ciò, tenendo presente i tre principi base della misura – territorio, partenariato e strategia – e prestando particolare attenzione alla crescita della ricaduta occupazionale che gli stessi piani presentati dovevano avere come traguardo”.

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