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Indennità compensativa: stanziati 22 milioni di euro in più di fondi Psr rispetto alla passata programmazione

La Giunta Regionale ha approvato i criteri di apertura del bando del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, Campagna 2019, riguardante la concessione dell’indennità compensativa agli agricoltori delle zone montane, assegnando un primo stanziamento di 7.275.000 euro. L’Obiettivo della misura è quello di compensare, in tutto o in parte, i costi aggiuntivi sostenuti e i mancati guadagni dovuti ai vincoli e ai problemi legati alle produzioni nelle Terre Alte in cui le attività sono insediate. Ulteriori risorse saranno rese disponibili sia utilizzando le economie dei bandi precedenti, sia attraverso un aumento della dotazione finanziaria, destinando risorse derivanti da altre Misure dello stesso Psr.

Rispetto alla programmazione 2007-2013, che ha visto pervenire una media di 4.500 domande annue (per circa 6,6 milioni di euro annui), con la programmazione 2014-2020 si è a ricevere, in media, 6.122 richieste l’anno (per circa 11,4 milioni di euro annui).

Le modifiche delle regole stabilite dall’Unione Europea ha esteso, quasi raddoppiandola, la platea dei beneficiari, includendo ad esempio anche gli agricoltori in pensione, precedentemente esclusi. Inoltre, i premi per ogni beneficiario sono passati da un massimo di 5.200 euro a 13.700 euro, così come è variata la superficie massima a premio, aumentata da 40 a 100 ettari.

Il nuovo quadro europeo ha portato quindi maggiori risorse per gli agricoltori. Il totale dei 7 anni della passata programmazione, 2007-2013, ha visto impegni per 46,7 milioni di euro; mentre ad oggi, le campagne relative agli anni 2014-2019 ammontano a 68,5 milioni di euro. Si tratta di un importo non ancora sufficiente a coprire tutte le domande, ma al momento già superiore di quasi 22 milioni di euro rispetto alla tornata precedente. Tutto ciò a dimostrazione della sensibilità e delle politiche per la montagna della Giunta Chiamparino.

Per replicare alle affermazioni di Coldiretti, che ci ha criticato di “tradire l’agricoltura di montagna”– afferma l’Assessore allo Sviluppo della Montagna, Alberto Valmaggia – in questi anni, numeri alla mano, c’è stata una particolare attenzione agli operatori rurali delle Terre Alte, che hanno ricevuto contributi più elevati rispetto al passato. Al primo stanziamento necessario per l’apertura urgente dell’iter della Campagna 2019, nei prossimi mesi, seguiranno altri atti utili per reperire le risorse mancanti”.

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