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La sanità piemontese è ripartita con slancio

L'assessore regionale alla Montagna Alberto Valmaggia

La Regione Piemonte negli anni della Giunta Chiamparino sul fronte Sanità ha compiuto passi importanti. Dal monitoraggio uscito nel 2018 del Ministero della Salute sui Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), cioè le prestazioni e i servizi forniti, il Piemonte nel 2016 ha occupato l’ottima terza posizione in Italia con il punteggio di 207 dietro a Veneto (209) e Toscana (208). Secondo i parametri fissati dal Comitato Lea la “forchetta” di valutazione è compresa tra 25 e 225 e il punteggio minimo per essere considerati positivi è di 160. Il trend del Piemonte, dal 2014 risulta ampiamente positivo e in crescita raggiungendo valori adeguati sugli aspetti presi in esame: l’assistenza prevenzione collettiva e sanità pubblica e l’assistenza distrettuale e ospedaliera. Per consultare e verificare i risultati si può accedere al link  http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2783_allegato.pdf

Inoltre, la Sanità piemontese, quando è entrata in carica la Giunta Chiamparino, nel 2014, era soggetta a un rigoroso Piano di rientro. “Dopo il nostro insediamento – sottolinea l’assessore cuneese, Alberto Valmaggia – il settore è tornato a essere virtuoso. I grandi sforzi che abbiamo compiuto come Amministrazione, grazie anche all’impegno del collega Saitta, per rimettere a posto i contri disastrati, riducendo sprechi e diseconomie accumulatesi negli anni, ci hanno consentito di uscire dal Piano di rientro. Riorganizzando servizi ospedalieri e territoriali e bloccando un’ulteriore riduzione di personale di 2000 unità che avrebbe fortemente compromesso il nostro sistema sanitario. Un risultato straordinario ottenuto grazie al grande impegno dimostrato dagli operatori in questi anni difficili”.

Nel 2010 il personale sanitario sull’intero territorio della Regione e di tutti i settori, compreso i dirigenti, era di 57.521 dipendenti, nel 2011 di 56.668, nel 2012 di 55.771, nel 2013 di 55.302, nel 2014 di 54.653, nel 2015 di 53.954, nel 2016 di 53.929, nel 2017 di 53.950 e nel 2018 al 30 settembre di 53.833. I vincoli del rientro hanno fatto sentire il loro peso dal 2010 al 2015 con il mancato avvicendamento di tutto il personale amministrativo andato in pensione e la sostituzione al 50% di quello sanitario.

Superare a pieno voti il Piano permette, adesso, di guardare al futuro della sanità piemontese con fiducia. Infatti, sarà possibile adeguare il personale alle esigenze del settore. Tra la fine del 2018 e il 2020 verrà coperto il normale turn over dei pensionamenti con il ricambio di 1800 dipendenti all’anno, ma verranno garantite 1400 assunzioni aggiuntive dando la priorità al comparto infermieristico, al medico e a quello degli operatori socio-sanitari. In questo modo, alla fine del 2018 la previsione è di avere 54.033 dipendenti, che saliranno a 54.650 nel 2019 e 55.300 nel 2020. “Sostituzioni e nuove assunzioni – dice Valmaggia – finanziate con risorse regionali e al netto degli incrementi contrattuali”.

Il tetto di spesa fissato in Piemonte per il personale, tra Asl e Aziende ospedaliere, nel 2017 era di 3.105.800.000. Nel 2018 aumenterà a 3.119.980.278 euro, nel 2019 a 3.145.980.276 euro e nel 2020 a 3.179.246.683 euro. “Abbiamo arrestato l’emorragia di personale – conclude l’assessore Valmaggia – facendo compiere un balzo in avanti importante al sistema sanitario piemontese, così da aumentare la qualità dei servizi offerti ma anche per dare risposte significative all’abbattimento delle liste di attesa”.  

 

 

 

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