La transumanza candidata a patrimonio immateriale Unesco

Il viceministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Andrea Olivero, informa che il dicastero ha presentato, a Parigi, la candidatura transnazionale della “Transumanza” come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità Unesco. L’Italia è capofila del progetto, di cui fanno parte anche Grecia e Austria. Il percorso di valutazione vedrà coinvolto un organo di esperti tecnici indipendenti e poi la successiva decisione da parte del Comitato Unesco nel novembre 2019.Il Patrimonio culturale immateriale è l’insieme delle tradizioni, espressioni vocali, arti dello spettacolo, rituali, eventi festivi, artigianato, pratiche agricole tradizionali che sono espressione “vivente” dell’identità delle comunità e delle popolazioni che in esse si riconoscono.

La transumanza costituisce la migrazione stagionale delle greggi o delle mandrie guidate dai pastori o dai malgari che, insieme al loro cani e ai loro cavalli, si spostano dalla pianura in zone climatiche e ambientali più adeguate per il benessere degli animali percorrendo sentieri di collina e di montagna. In tarda primavera verso le alte quote, in autunno con il ritorno a “casa”. Il viaggio dura parecchi giorni. In provincia di Cuneo è praticata con le mucche, durante i mesi estivi, in tutte le valli dove esistono gli alpeggi e, quindi, la possibilità di far pascolare gli animali nelle terre alte. In alcune zone della “Granda” viene ancora effettuata passando anche nelle città, con l’obiettivo di rendere le persone partecipi del trasferimento del bestiame. 

“La transumanza – sottolinea il viceministro Olivero – come elemento fortemente identitario per una comunità, ha saputo, nei secoli, creare importanti legami sociali tra i malgari e i pastori e quanti vivevano nei luoghi attraversati. Ma grazie al rapporto caratterizzante tra uomo e natura è anche riuscita, con la sua carica simbolica, a influenzare tutti i campi dell’arte. In Piemonte e nella provincia di Cuneo ha forti e radicate tradizioni”.

L’assessore regionale allo Sviluppo della Montagna, Alberto Valmaggia, è d’accordo: “La transumanza per il Piemonte vuol dire monticazione e alpeggi. Questi sono un elemento di straordinaria importanza per il nostro territorio, per la conservazione del paesaggio e per ottenere prodotti unici quali il Castelmagno o le Tome d’alpeggio. Quando si gustano i formaggi di alpeggio, oltre a un sapore inimitabile,   sembra di respirare direttamente l’aria di montagna. Ma alpeggio e transumanza vogliono anche dire fatica. Per questo motivo la Regione, attraverso il Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, ha emesso dei bandi già finanziati che stanno consentendo il miglioramento delle strade di accesso e la riqualificazione delle strutture di servizio in quota”.

 

I PERCORSI ITALIANI GIA’ RICONOSCIUTI

La Lista Rappresentativa mondiale dei Patrimoni Immateriali Unesco è attualmente composta da 470 percorsi culturali, dei quali otto italiani. Sono: L’Opera dei Pupi siciliani e il Canto a Tenore sardo, entrambi riconosciuti nel 2008; Il Saper fare liutaio di Cremona nel 2012; La Dieta Mediterranea con Cipro, Croazia, Grecia, Marocco, Spagna e Portogallo, nel 2013; Le Feste delle Grandi Macchine a Spalla (La Festa dei Gigli di Nola, la Varia di Palmi, la Faradda dei Candelieri di Sassari, il trasporto della Macchina di Santa Rosa a Viterbo), sempre nel 2013; La Vite ad Alberello di Pantelleria, nel 2014; La Falconeria con Arabia Saudita, Austria, Belgio, Emirati Arabi Uniti, Francia, Germania,  Kazakistan, Marocco, Mongolia,  Pakistan, Portogallo, Qatar, Repubblica Ceca, Repubblica di Corea, Spagna e Siria e Ungheria, nel 2016; L’Arte dei Pizzaiuoli Napoletani, nel 2017.

 

 

 

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