Lettera aperta al Presidente della Regione Alberto Cirio

Gentile Presidente Alberto Cirio,

questi sono giorni terribili, fatti di dolore, di ansia, di tristezza per tutto ciò che questa pandemia ci costringe a vivere. Sono momenti di grande difficoltà, in cui il virus sta contagiando persone come mai prima ad ora, dove il sistema sanitario è messo sotto grandissima pressione da cittadini terrorizzati, a cui la medicina di territorio non riesce a dare risposte.

Sono giorni in cui fare un banalissimo tampone è quasi una missione impossibile. Giorni e giorni di apprensione prima di  potersi mettere in coda, per ore, in attesa del proprio turno, restando poi nuovamente in sospeso per giorni al fine di averne il responso. Tamponi che, per essere processati, hanno bisogno di essere inviati a laboratori extra regionali, perché  quelli nel nostro territorio non sono in grado di sostenere la richiesta. Negli ospedali si contano i letti disponibili, in taluni casi sono già ampiamente terminati e si deve ricorrere a strutture mobili. Tutto il personale sanitario è allo stremo e tutto questo quando è appena iniziato l’autunno ed abbiamo ancora davanti una lungo periodo invernale.  

In tutto questo, già di per sé drammatico, vi è un lockdown che mette in ginocchio intere categorie economiche e lei, la sua Giunta ed i suoi consiglieri cosa fate?

Giocate a scarica barile con il Governo, vi preoccupate del perché  un’altra regione d’Italia non sia zona rossa come noi, minimizzate il problema sostenendo che è tutta colpa di un’informazione che fa terrorismo (citiamo testualmente un suo consigliere)….Scuse puerili  che non sono accettabili, chiara dimostrazione che non avete una strategia e brancolate nel buio.  

Il suo slogan elettorale, era  un Piemonte che viaggiava ad un’altra velocità. Ed invece avete semplicemente inseguito la sanità Lombarda copiandone i peggiori errori.  Vi siete fatti travolgere dagli eventi, non siete stati in grado di programmare durante l’estate un adeguato piano che potesse permetterci di affrontare questa seconda ondata. Se ad inizio anno era forse comprensibile il disorientamento e le difficoltà, in questo momento gli errori ripetuti sono imperdonabili.

Ora ci auguriamo che sia giunto il momento di porre fine a questa improvvisazione e si cambi marcia, innanzitutto coinvolgendo tutte le realtà territoriali interessate, con particolare riguardo al personale sanitario, i farmacisti, tutte le associazioni di categoria ed anche le opposizioni in Consiglio regionale, collaborando lealmente con il Governo.  Da questa situazione se ne esce solo tutti insieme con senso delle istituzioni e responsabilità per garantire a tutti i cittadini piemontesi una medicina territoriale che permetta di essere curati adeguatamente presso il proprio domicilio, un importante sistema di diagnosi che limiti i tempi di attesa, ma soprattutto un fortissimo potenziamento del sistema sanitario nel suo complesso, che garantisca a tutti di essere curati.

Perché Presidente, questa non è solo una sua responsabilità, ma un diritto costituzionalmente inviolabile per ogni cittadino.

Monviso in movimento 

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