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Monviso a Verbania al raduno delle liste civiche piemontesi, lombarde e liguri

Una giornata importante che potrebbe diventare simbolica per la nascita di un patto che federa le liste civiche del centro sinistra di Piemonte, Lombardia e Liguria. Un “parterre” di assoluto livello quello che ha caratterizzato la giornata al Centro congressi Il Maggiore a Verbania “Passaggio a nord ovest” organizzata da Franco D’Alfonso consigliere comunale di Noi Milano. Sul palco si sono alternati con interventi molto interessanti Beppe Sala, Gabriele Albertini, Giuliano Pisapia, Giorgio Gori, Alberto Valmaggia, Mario Giaccone, Sergio Chiamparino, Alessio Pascucci, Piero Bassetti e Marco Bentivogli. Tutti, sottolineando l’importanza del civismo, hanno fatto appello all’unità, l’importanza di ripartire dai territori e dalla classe dirigente di Sindaci e degli amministratori che rappresentano il senso di appartenenza delle comunità,  la vicinanza ai cittadini ed una ricchezza di persone che si dedicano al bene comune.

Il comune denominatore, è stato quello di non pensare al passato, ma al futuro. “Non è importante da dove arriviamo, ma dove vogliamo andare” è il leitmotiv che ha ben sintetizzato lo spirito di molti interventi. Un appello ai moderati che non si riconoscono in questa politica fatta di slogan e che credono nell’ Europa, nell’ambiente e nel sociale come principi valoriali condivisi. Non “prima gli italiani come dice Salvini, ma prima gli italiani poveri”

Non è passata inosservata la presenza cuneese di Monviso in movimento e della Rete civica cuneese. Una quarantina di persone, giovani ed amministratori, guidati da Alberto Valmaggia, Andrea Olivero, Federico Borgna e Milva Rinaudo che hanno voluto seguire la giornata che rappresenta l’inizio di una lunga ed epocale campagna elettorale che coinvolgerà oltre 4000 Comuni in Italia, diverse Amministrazioni regionali ed il rinnovo del Parlamento europeo.

Una sfida tra forze che credono in un Europa, magari da rinnovare, ma che ci ha garantito 70 anni di pace e chi invece vuole ritornare ai sovranismi nazionali e sfasciare il lavoro ed i sacrifici  di chi l’ha costruita.

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