Punture di spillo

E’ notizia di questi giorni l’approvazione definitiva in Parlamento del ritorno della competenza su turismo al MIBACT (Ministero beni culturali). Finalmente, con una salutare marcia indietro, non sarà più il Ministero dell’Agricoltura (!) , come deciso dal governo giallo-verde lo scorso anno ad occuparsi di turismo. In Piemonte, invece, il neo governo a trazione leghista, nel ridisegnare l’organizzazione delle strutture regionali sembra mantenere lo stesso “spirito creativo” che ha portato il turismo ad essere incardinato nell’Agricoltura lo scorso anno. Una recente delibera della Giunta regionale ridisegna l’organizzazione interna e le relative strutture regionali con diverse modifiche alcune sostanziali altre solo curiose. Vediamo le due più macroscopiche. Nascono in Regione Piemonte due megadirezioni: la direzione “Sanità e Welfare” e la Direzione “Ambiente energia e territorio”.

Sanità: è l’Assessorato più importante come budget: i tre quarti del bilancio regionale passano da lì ed è anche uno dei più delicati. Non solo perché riguarda la cura delle persone e interessa molto da vicino tutti noi, ma anche perché solo nel 2016 siamo usciti da una brutta crisi gestionale e dal commissariamento della sanità piemontese durato un quinquennio (2011 – 2016). Potremmo dire che non siamo ancora guariti del tutto, ancora sotto controllo e già si carica la direzione di nuove e gravose competenze  quelle delle politiche sociali (socioassistenza, famiglia, minori, casa, pari opportunità). Ci sembra quantomeno un azzardo.

Ambiente: è una direzione anch’essa corposa e centrale per le tematiche trattate. Già nel 2014 aveva avuto una forte crescita con la presa in carico delle questioni urbanistiche e di pianificazione territoriale ed oggi aumenta ancora decisamente inglobando tutta la partita energetica insieme alla Montagna e alle Foreste. E se per l’energia, nella logica della sostenibilità ambientale, può esserci una motivazione, più bizzarro è il passaggio dei settori Montagna e Foreste storicamente allocati nella Direzione Opere pubbliche a questo nuovo megassessorato . 

Come contraltare per due Assessorati che diventano bulimici altri due fanno una bella cura dimagrante. La prima direzione interessata è la Direzione Opere pubbliche che perde una sinergia molto  positiva del passato tra i due settori trasferiti, Montagna e Foreste, e altri settori della stessa direzione quali la Difesa del suolo o il settore  Infrastrutture e pronto intervento. Passa anche la competenza della cooperazione transfrontaliera dal settore Montagna, che ha gestito tutta la progettualità europea del settennato 2014-20 a tutt’altra direzione. Ma è tema questo che richiede un approfondimento specifico.

La seconda direzione che viene completamente stravolta è la Direzione “Coesione Sociale”. Annullato completamente lo sforzo di trattare in modo organico tutte le politiche sociali, sparisce, anche nel titolo, la Direzione “Coesione sociale” per diventare una più modesta Direzione “Istruzione, formazione, lavoro”, come semplice assemblaggio dei tre settori residuali. E’ questa forse la scelta più forte, e anche la più critica dal nostro punto di vista, del nuovo governo regionale. Non più una presa in carico completa e coesa (coesione sociale) ma lo spezzatino  con singoli settori separati: qualcuno di là nella Sanità (welfare abitativo, sociassistenziale, famiglia, minori….), altri di quà (istruzione, lavoro, formazione) . Senza più una  visione completa e coordinata di tutte le tematiche sociali si passa ad un modello di erogazione di singoli servizi quasi a sportello. Il minimo sindacale.  Da una pregnanza anche politica della dimensione sociale  e comunitaria ad un approccio individualistico limitato a singole risposte a singoli problemi. 

Il tempo dirà della bontà o meno di queste scelte. Di certo una Giunta così evidentemente  squilibrata nel peso degli assessorati è una compagine che farà  fatica a camminare. Altro che a correre. Alla faccia di chi ha fatto della velocità il suo slogan elettorale.

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