Valmaggia esprime preoccupazione per i fondi europei Alcotra 2021-2027

Durante il Comitato di Sorveglianza ITALIA – FRANCIA tenutosi ad Imperia l’11 luglio scorso, dopo aver allocato ai beneficiari dei Piani territoriali altri 33 milioni di euro raggiungendo un altro importante obiettivo di avanzamento nella spesa, abbiamo appreso dal dottor Olivier Baudelet rappresentante della Commissione  Europea che la Commissione Tecnica propone, per il prossimo settennato 2021-2027,  un nuovo criterio per la ripartizione dei fondi strutturali. Per i progetti transfrontalieri l’assegnazione delle risorse sarà in funzione del territorio e della popolazione che vive entro i venticinque chilometri dal confine.  Se questa proposta diventasse operativa, si ridurrebbero notevolmente le risorse per il futuro programma ALCOTRA (2021-2027) data morfologia e la demografia dell’area montana di confine. Un conto sono i confini tra gli Stati Europei in pianura, un conto sono i confini montani sulle nostre Alpi, Pirenei, Carpazi.

Ho reagito con una forte posizione contraria da parte della Regione Piemonte  a questa ipotesi, spiegando che non ci possono essere norme uguali per territori  così diversi. La bellezza e la specificità dell’Europa delle Regioni è proprio la diversità. Non siamo assolutamente d’accordo con misure che mirano ad indebolire un territorio già marginale. Servono regole diverse tra pianura e montagna che ne rafforzino le specificità. Ho fatto un esempio semplice. Chi pratica la corsa  sa che la distanza in pianura si misura in chilometri mentre in montagna si calcola con l’altimetria ed il dislivello. Troviamo insieme nuove soluzioni che mettano al centro di questo progetto l’intero territorio montano che tenga conto almeno dell’area dell’intera valle e non tagliata a metà da un calcolo  fatto a tavolino sui venticinque chilometri dal confine. Su questa netta presa di posizione hanno convenuto anche gli altri rappresentanti italiani e francesi che con noi condividono il programma Alcotra.

Nello stesso regolamento invece condividiamo la necessità di semplificare le norme burocratiche attualmente assillanti migliorando il rapporto fiduciario tra la Commissione Europea, l’Autorità di gestione e gli enti territoriali.

Faremo pervenire le nostre osservazioni critiche alle autorità Governative Italiane che dovranno definire con gli altri Stati membri dell’UE il nuovo Regolamento e chiediamo un impegno diretto ai nostri Europarlamentari perché questo Regolamento è  in contrasto con l’articolo 174 del Trattato europeo che recita “Per promuovere uno sviluppo armonioso dell’insieme dell’Unione, questa sviluppa e prosegue la propria azione intesa a realizzare il rafforzamento della sua coesione economica, sociale e territoriale. In particolare l’Unione mira a ridurre il divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni ed il ritardo delle regioni meno favorite. Tra le regioni interessate, un’attenzione particolare è rivolta alle zone rurali, alle zone interessate da transizione industriale e alle regioni che presentano gravi e permanenti svantaggi naturali o demografici, quali le regioni più settentrionali con bassissima densità demografica e le regioni insulari, transfrontaliere e di montagna

Devono essere trovate soluzioni per correggere queste storture. Se non verranno cambiate queste disposizioni, questa potrebbe diventare un’ulteriore decisione burocratica, calata dall’alto, difficile da comprendere sia dagli amministratori sia dai cittadini.                                                                                                                                                                                 Alberto Valmaggia

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