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#ungovernoserioperilpiemonte

Leggendo nelle ultime settimane gli articoli di Carlo Cottarelli sul debito pubblico italiano, la sua continua crescita e le ricadute su questa già pesante zavorra delle diverse proposte fatte in campagna elettorale ( reddito di cittadinanza, flat tax), mi sono domandato qual’è, ad oggi, la situazione piemontese. In sostanza: quale debito ha oggi la Regione e  quale  evoluzione c’è stata negli ultimi anni. Una recente delibera del Consiglio Regionale sulla rinegoziazione dei mutui ha permesso di fare il punto sulla questione. Nel  2014, anno di insediamento del governo Chiamparino, la situazione finanziaria della Regione Piemonte era molto pesante. Il rischio di default era reale con un debito  certificato a fine 2014 di 8,248 miliardi di euro pari a 1.864 euro per ogni cittadino piemontese. Dal 2014 è partita una robusta cura dimagrante nelle spese,secondo un programma preciso e monitorato passo passo;c’è stato il rientro nella spesa sanitaria (per inciso la sanità è la principale voce di spesa regionale pari a circa il 75% del bilancio annuale e la sanità piemontese era commissariata dal 2011); nessun nuovo mutuo è stato contratto e si è ottenuta la spalmatura del debito pregresso in un tempo più lungo. Questo modo di lavorare, con sabaudo rigore, permetterà di portare il debito complessivo alla fine del quinquennio della Giunta Chiamparino (2014-2019) a 6,476 miliardi di euro con una riduzione di 1,772 miliardi di euro del debito globale. Tradotto in procapite vuol dire una riduzione di 400 euro per ogni piemontese. Si è ridotto il debito complessivo del 21,5% e se si mantiene lo stesso trend ed il medesimo rigore, nel giro di altri 4  lustri il debito lo si porta a zero. E’ un buon cambio di passo e un ottimo risultato se si pensa che la spesa sociale, nel frattempo, non è stata toccata, né è variata la pressione fiscale. Nel 2016 sono poi riprese le assunzioni in sanità, bloccate dal 2011 per il piano di rientro e, da qualche settimana si è ripreso ad assumere negli enti parco e nelle squadre degli operai forestali (anche qui le assunzioni erano bloccate dal 2011). Numeri contenuti questi ultimi ma segnali di un concreto cambio di passo.  Numeri che sostanziano  #ungovernoserioperil piemonte

Alberto Valmaggia

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